Processo giudiziario

A luglio la sentenza per il commercialista accusato di appropriazione indebita

Processo in corso a Milano per un commercialista accusato di aver sottratto oltre 13 milioni di euro

A luglio la sentenza per il commercialista accusato di appropriazione indebita

«Ho svolto operazioni come amministratore che consideravo utili e interessanti per la società, sempre informando la mia cliente». È la difesa di Marco Bronzino, il commercialista attualmente sotto processo a Milano per appropriazione indebita. La sentenza è attesa per luglio.

Prossimi passi del processo

L’udienza recente si è concentrata sull’esame dell’imputato, condotto dal suo legale, l’avvocato Attilio Carlo Villa del Foro di Monza. Bronzino, che gestiva uno studio anche a Biassono, è accusato di aver sottratto oltre 13 milioni di euro da società di cui era amministratore unico, approfittando della fiducia della sua cliente. La denuncia, ben dettagliata, è stata presentata nel luglio 2022 presso la Procura di Milano, dopo indagini condotte dall’avvocato Ivano Fazio, difensore delle società coinvolte. La prossima udienza è programmata per maggio, con l’esame di ulteriori tre testimoni; a giugno si procederà con la discussione finale e a inizio luglio si attende la sentenza.

Il confronto in aula

«Ha sempre informato la sua cliente delle attività che svolgeva?» ha chiesto l’avvocato difensore. Bronzino ha risposto: «Sì, e ho sempre fornito gli estratti conto. Non è vero che sono sparito; c’è stato sempre un ampio scambio di email e messaggi. Ho svolto molte operazioni in 25 anni di collaborazione, tanto che mi hanno soprannominato il “guru”. Tuttavia, un giorno la mia cliente ha deciso di trasferire tutte le società a Roma, e da quel momento ci sono stati solo brevi scambi di email». Il giudice Cantù Rajnoldi ha poi chiesto: «Ha ammesso di aver prelevato somme dai conti. C’era un accordo riguardo al compenso? Come si determinava?» Bronzino ha chiarito: «Non c’era un accordo specifico, ma mi riferivo a tabelle professionali con indicatori percentuali. I compensi erano per l’attività svolta, che è al centro della controversia». L’avvocato Fazio ha poi chiesto se esistesse una prova scritta riguardo alla consegna degli estratti conto. Bronzino ha risposto: «No, sono stati consegnati a mano, tutto è avvenuto verbalmente».

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