Inaugurato il Borgo Verde

La Fondazione Scola presenta il Borgo Verde per la cura dell’Alzheimer

Luisa Villa, presidente del Consiglio di amministrazione: "Un modello innovativo per assistere chi vive con Alzheimer e altre forme di decadimento cognitivo"

La Fondazione Scola presenta il Borgo Verde per la cura dell’Alzheimer

Per Luisa Villa, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Giuseppina Scola di Besana in Brianza, l’inaugurazione rappresenta “il coronamento di un sogno”. Le sue parole trovano conferma nel giudizio di Raniero Martina, direttore generale, che la definisce una “persona straordinaria, resiliente e tenace, sempre pronta a spingerci verso l’eccellenza”. Martina ha infatti avviato, due anni fa, il progetto che ha portato alla trasformazione del Nucleo Alzheimer nel Borgo Verde.

Inaugurazione del Borgo Verde

Il taglio del nastro è avvenuto sabato mattina, dopo la benedizione del parroco don Paolo Brambilla, guida della Comunità pastorale Santa Caterina.
Villa ha utilizzato un’immagine evocativa per descrivere il progetto: “Quando si getta un seme in un terreno fertile, nasce un bellissimo fiore”. La riqualificazione, costata 650mila euro, ha creato un ambiente protetto per 19 persone affette da Alzheimer e altre forme di decadimento cognitivo. Il Borgo Verde, che celebra la bellezza della Brianza, presenta corridoi che fungono da viali e ingressi che ricordano case. Gli ospiti possono usufruire di una farmacia, un’edicola, una fermata dell’autobus, un ufficio postale e una sala cinema, denominata “Edelweiss”, come quella in piazza Cuzzi. La sala per i pasti, “l’Osteria da Mario”, è dedicata a Mario Villa, che ha contribuito con un lascito testamentario di circa 150mila euro; il resto dei costi è stato coperto dalla vendita di cinque appartamenti.

Un modello assistenziale innovativo

Il direttore generale Martina e il direttore sanitario Davide Fumagalli hanno presentato gli obiettivi e le innovazioni del nuovo modello assistenziale del Nucleo Alzheimer. Al centro del progetto c’è il metodo Medité, un modello certificato dal ministero della Salute, che si basa su terapie non farmacologiche personalizzate e mira a valorizzare la persona al di là della malattia, promuovendo relazioni significative, stimolazione cognitiva e benessere emotivo. La Fondazione ha inoltre implementato una tecnologia avanzata che utilizza intelligenza artificiale per monitorare discretamente i movimenti degli ospiti, garantendo maggiore sicurezza e permettendo al personale di concentrarsi sull’aspetto umano della cura.

Il sindaco Emanuele Pozzoli, presente alla cerimonia, ha lodato il Consiglio di amministrazione per la sua operatività:

“Avete dimostrato una straordinaria capacità amministrativa e lasciate una preziosa eredità a chi verrà dopo di voi. È confortante sapere che alla Scola di Brugora c’è questo luogo di cura e attenzione per i 3.600 abitanti over 65 della nostra comunità”.

Un traguardo per la Lombardia

Il consigliere regionale Alessandro Corbetta, cresciuto nella zona, ha sottolineato l’importanza del risultato ottenuto:

“E’ un risultato innovativo, il primo esempio in Monza e Brianza e il quarto in Lombardia, frutto di una visione incentrata sul malato e sulla sua famiglia”.

Tra gli ospiti erano presenti anche Fabio Muscionico di Ats Brianza e Ruggero Redaelli, presidente della Bcc Carate e Treviglio, storicamente vicino alla Scola:

“Una comunità si riconosce dalla capacità di prendersi cura delle persone più fragili. Come Banca cooperativa, crediamo che mutualità e vicinanza al territorio significhino anche sostenere iniziative come questa, che generano valore sociale e rafforzano il senso di comunità”.

A margine dell’evento, Alessio Varisco ha consegnato alla Fondazione Scola il premio Mantello di San Martino, conferito dal Lions Club Lombardia Cavalieri di San Maurizio e dall’Accademia dei Cavalieri, per “la costante attenzione ai bisogni dei più fragili” e per “l’esempio luminoso di carità operosa”.