A Carate Brianza, una mostra fotografica rende omaggio al compianto maestro Luigi Caglio, noto come il «Verghét», in memoria della sua eredità artistica e della sua scomparsa avvenuta nel 2015.
La mostra è organizzata da Cristian Vettorello, proprietario dell’«Enoteca di Quartiere», grazie all’amicizia con Enrico, il figlio del maestro. Caglio è ricordato come uno dei più grandi copisti musicali italiani, avendo dedicato la sua vita alla fedele copiatura di manoscritti e spartiti.
«L’idea è emersa quasi per caso, dopo aver conosciuto il figlio del maestro. Tra noi è subito scattata una sintonia grazie alla comune passione per la musica, coinvolgendo amici, ex allievi e conoscenti», ha dichiarato Vettorello.
La mostra, che presenta scatti significativi della carriera di Caglio e offre ingresso gratuito con prenotazione consigliata al numero 346-5800507, sarà inaugurata oggi, sabato 14 marzo, presso l’enoteca di via Cesare Battisti a Carate Brianza, a partire dalle 18:30. Sarà l’occasione per un aperitivo e un momento musicale in ricordo del maestro.
La vita di Luigi Caglio
Luigi Caglio, nato nel 1922, iniziò la sua carriera alle Fabbriche Formenti, ma la sua vera passione era la musica. Grazie a studi serali, si diplomò in solfeggio e pianoforte complementare, diventando insegnante di piano e fisarmonica.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, suonò la tromba, intrattenendo anche le truppe americane che giunsero in città nel 1945. Lavorò per il Teatro alla Scala di Milano e con Virginio Savona e il suo Quartetto Cetra. Caglio rifiutò un’importante offerta di lavoro a Vienna, preferendo restare in Brianza per lavorare presso la ditta Berbèn, dedicandosi per oltre 60 anni all’arte della copiatura musicale.
Riconosciuto da tutti come «il maestro», Caglio copiò migliaia di spartiti per scopi didattici, fino all’avvento delle nuove tecnologie. Una volta in pensione, si dedicò a esibizioni di beneficenza, suonando per malati in case di riposo e partecipando a eventi pubblici. Durante la Messa di Natale nella caserma dei Vigili del Fuoco, accompagnava le celebrazioni liturgiche con l’organo.