«Non intendo essere polemico, ma costruttivo». Così ha esordito Luca Caslini, consigliere comunale del Partito Democratico a Carate Brianza e commerciante, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Al centro del suo intervento, un’interrogazione dettagliata sul futuro del parcheggio Martiri delle Foibe, diventato a pagamento poco più di un anno fa, tra le polemiche. Grazie a un accesso agli atti, Caslini ha presentato dati che delineano una situazione preoccupante per le finanze comunali e la vivibilità del centro.
Bilancio: incassi ridotti dalle spese di gestione
Nel 2025, il posteggio accanto alla Polizia locale ha registrato incassi per 19.238 euro, ma le spese operative, tra ticket, continui interventi alle sbarre, malfunzionamenti e nuovi conta-monete, sono state superiori a 9.000 euro.
«Abbiamo un incasso netto di circa 10.000 euro in un anno – ha evidenziato il consigliere dem – senza considerare il costo del personale della Polizia locale, che deve affrontare quotidianamente problemi tecnici. Solo nei primi mesi del 2026 abbiamo già previsto altri 2.200 euro per riparazioni. Mi chiedo: ne vale davvero la pena?».
Il dato più allarmante riguarda l’affluenza. Secondo l’analisi di Caslini, basata su 16.839 veicoli transitati in un anno, il parcheggio ha una media di 68 auto al giorno: «In un’area da 40 posti, significa che il parcheggio è occupato per circa un’ora e mezza al giorno. Per il resto del tempo è deserto: parliamo di un tasso di utilizzo del 14%…».
Il confronto con il passato, quando la sosta era regolata dal disco orario, è netto: «Prima la saturazione era intorno al 66%. Dove sono finiti i 250 veicoli che ogni giorno non utilizzano più quest’area? Intasano le vie limitrofe o, peggio, hanno smesso di venire a Carate Brianza perché trovano il sistema della sbarra scomodo e punitivo».
Da commerciante che vive il centro «24 ore su 24» (Caslini è titolare di un negozio di ottica di fronte al posteggio di piazzale Martiri delle Foibe), ha lanciato l’allerta sulla competitività del centro rispetto alla grande distribuzione: «Se un cliente vive un disagio ogni volta che deve sostare brevemente, cambia le proprie abitudini. La sbarra è percepita come un ostacolo fisico e psicologico. Vedere il centro deserto dopo le 18, anche in estate, è un’immagine triste per una città che non merita l’etichetta di “paese morto”, ma che così viene penalizzata».
La sua proposta? Tornare al disco orario: una soluzione che, secondo Caslini e il gruppo del PD, permetterebbe di garantire la rotazione: «Basterebbe il disco orario, con controlli più frequenti della Polizia locale per evitare i furbetti che spostano l’orario durante la pausa caffè. Volete continuare su questa strada o intendete cambiare approccio?».
La risposta dell’assessore
Nessun passo indietro, ma un’apertura «sulla gestione» da parte dell’Amministrazione comunale che conferma la linea sul parcheggio a pagamento di piazzale Martiri delle Foibe.
L’assessore con delega alla Polizia locale, Fabio Cesana, ha ribadito il concetto di «rotazione della sosta» che ha portato la Giunta Veggian a trasformare l’area pubblica precedentemente regolata con il disco orario.
Secondo l’assessore, prima dell’installazione delle sbarre automatizzate, i circa 40 posti della piazza erano «sequestrati» per l’intera giornata dai dipendenti delle attività circostanti: «Il parcheggio non è stato pensato per fare cassa, perché di fatto non ne produce…», ha spiegato con dati alla mano.
«È nato, invece, per offrire un servizio laddove prima l’area era occupata da auto che non si spostavano mai. Preferite un parcheggio pieno di veicoli dei dipendenti o uno vuoto ma disponibile per il cliente che deve recarsi al bar, in un negozio, in banca o in ufficio?».
Cesana ha ricordato l’esistenza di alternative gratuite create dal Comune, come i parcheggi di via San Martino e di via Silvio Pellico (nell’area ex Telecom), ma ha anche riconosciuto le difficoltà legate ai frequenti guasti all’impianto, precisando che la procedura è chiara: «Se l’impianto non funziona, la sbarra resta alzata e il parcheggio diventa a libera fruizione fino alla riparazione».
Infine, l’assessore ha respinto le accuse di «aver agito nell’ombra» un anno fa, sottolineando che l’associazione Commercianti era stata informata in anticipo e che «la regolamentazione del parcheggio faceva parte del programma elettorale» della coalizione. In chiusura, una provocazione per i negozianti: «Se il problema sono i pochi centesimi del biglietto, perché il commerciante non si offre di pagarlo al proprio cliente?».
Insomma, sull’«aspetto» (il parcheggio a pagamento con sbarra) non ci sono discussioni, ma sui «modi» l’Amministrazione si è dichiarata «disposta a dialogare»: «Se vogliamo considerare le fasce orarie o le modalità di apertura e chiusura, questo può essere oggetto di valutazione. Ma sul fatto che il posteggio a pagamento in quella zona sia uno strumento utile e che la nostra intenzione sia quella di continuare su questa strada, non ci sono dubbi: andremo avanti», ha concluso l’assessore Cesana.